Rock


Giovedì 13 ottobre 2011
Teatro Vittoria, via Gramsci 4, Torino
ORE 20.15 RINFRESCO, ORE 21 SPETTACOLO

In occasione del XVIII CIM 2010 – “Distanze prossime” organizzato da AIMI
(Associazione di Informatica Musicale Italiana)
In collaborazione con CIRMA – Università di Torino e Conservatorio
“G.F. Ghedini” di Cuneo

RICHARD KARPEN
SOTTO-SOPRA
1°esecuzione europea
MAURIZIO PISATI
ZONE-TARKUS
LOUIS ANDRIESSEN
WORKERS UNION

Installazione video a cura di Domenico Sciajno Elettronica in tempo reale a cura di Andrea Valle

FIARÌ ENSEMBLE
Paolo Volta, Antonella Di Michele, violino
Gilbert Impérial, chitarra e chitarra elettrica
Claudio Andriani, viola
Massimo Barrera, violoncello
Gianluca Angelillo, pianoforte
Riccardo Balbinutti, percussioni

Marilena Solavagionedirettore

NOTA AL PROGRAMMA
Sotto/sopra esplora il genere del solo strumentale usando il computer per estendere le possibilità esecutive e timbriche. Non si tratta di un lavoro tanto “per violino”, bensì “per violinista”. M’interessa enormemente la fusione tra persona e strumento. Ogni esecutore rappresenta un momento di una storia ininterrotta dell’evoluzione del proprio strumento. Credo si tratti di una storia fisica, cioè riferita ad un reale ed effettivo rapporto di conoscenza tra corpo e strumento.

La parte del computer è il risultato del processo in tempo reale del suono in ingresso del violino amplificato. Il risultato finale è un’estensione del tradizionale ambito del
violino, con la possibilità di suonare più note e più timbri differenti al tempo stesso.
Richard Karpen

ZONE-TARKUS nasce nel 2003 come doppia commissione dell’etichetta VictorJapan. Due nomi infatti appaiono nel titolo: TARKUS e ZONE. E’ stato un percorso di vera e propria “traduzione”. Manipolare un materiale musicale secondo i principi del tradurre e non solo trasporre da un organico all’altro è operazione delicata ma bisognosa di decisioni e forza: a partire dall’ascolto e dall’originale inviato da Keith Emerson, uno spartito pianistico, ogni brano è stato esplorato nelle sue possibilità di specchiarsi in un “altro” organico, acustico, non pop, in alternanza coi brani di ZONEpopTRAIN, il lavoro originale commissionato assieme alla traduzione. ZONE, a sua volta, é un progetto che nella mia produzione si è concretizzato talvolta in un gruppo e soprattutto in una idea in continua evoluzione, che anche qui ha raccolto in sé tanto le parti originali tanto quelle di Tarkus tradotte. La partitura è a moduli e multifunzionale: una versione per l’incisione, una per l’esecuzione integrale e infine la possibilità di considerare ogni brano come a sé stante e operare un scelta, così come avviene questa sera in cui si eseguiranno solo le traduzioni.
Tarkus, di EL&P, raccontava la lotta tra il Tarkus-armadillo-tank e la Manticore, creatura mitica dal corpo leonino, testa umana con tre file di denti e coda spinata: per questo ZONE-TARKUS la Manticore torna in due aspetti, uno strettamente compositivo e uno più legato alla contingenza storica. Per l’aspetto compositivo, ad alcuni sarà noto come il tema di Tarkus sia in parte ispirato alla musica di Alberto Ginastera.

L’opera di Keith Emerson si è sempre nutrita del catalogo classico ma qui la storia si capovolge: un organico “classico” si accosta alla sua musica, la Manticore torna, questa volta minacciosa ma, con l’aiuto del nuovo Tarkus sarà portata in zone acustiche e armoniche nuove. Questo, forse per coincidenza, ha
avuto una eco anche nella realtà del lavoro, ed è l’aspetto storico: durante la composizione si era in tempi -mai conclusi- di nuove guerre e rinnovati assetti internazionali, nuovi invasori e salvatori, sempre gli stessi in scambio di ruoli. Là i fatti si svolgevano e parallelamente la musica veniva scritta, in quelle terre lontane la nuova storia rovesciava i fronti e anche in questo ZONE-Tarkus l’antico salvatore diveniva minaccia e il pericolo di un tempo era invece la nuova forza.
Maurizio Pisati

Workers Union, dell’olandese Louis Andriessen, è costituito da brevi cellule ritmiche da ripetersi un numero variabile di volte. I ritmi scritti sono da eseguirsi con estrema precisione, mentre non ci sono altezze 6 7 definite, escludendo le ultime misure del brano. Le altezze sono notate relativamente a una linea orizzontale che rappresenta il registro medio dello strumento suonato da ogni esecutore. Le istruzioni sono di «rendere il pezzo dissonante, cromatico e spesso aggressivo. Solo nel caso in cui ogni musicista suoni con l’intenzione che la propria parte è essenziale, il lavoro verrà eseguito con successo; esattamente come nella vitapolitica».

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