In Scena! 2014 – “Façade” – 30 Ottobre h. 21.00


Giovedì 30 Ottobre ore 21.00

Teatro Vittoria
Via Gramsci 4, Torino

INGRESSO LIBERO E GRATUITO.

“Façade – Une chambre derrière une façade”

fa
Luigi Maio
The White People of Dreams
poema da camera

William Walton
Façade – An Enterteinment
versione ritmica italiana approvata dalla William Walton Foundation

Luigi Maio, musicattore ®

Fiarì Ensemble
Alessandra Masoero flauto
Gianluca Calonghi clarinetto
Isabella Stabio sassofono
Gianluigi Petrarulo tromba
Massimo Barrera violoncello
Riccardo Balbinutti percussioni
Marilena Solavagione, direttore

Cos’è Façade? È un raffinato Circo Sonoro dove alla voce umana spetta l’arduo compito di farsi giocoliere affinché, in equilibrio sulle corde tese del pentagramma, anziché esibirsi con palle e birilli, faccia vorticare in aria note e parole. Ma per ottenere tali dinamiche circensi (focalizzate non su azioni sceniche ma sulla mimica facciale e sui trasformismi vocali dell’interprete attorale coadiuvati dalla gestualità coreografica di direttore ed ensemble) ho voluto mutare il generico e inadeguato “recitante” nell’inedito e più appropriato “Musicattore”®, per attirare – novello Pifferaio Magico – bimbi e adulti nel piccolo grande mondo del Teatro da Camera.

Un mondo che, nel caso di Façade, si tinge magicamente di nonsense al pari della favola di Alice nel Paese delle Meraviglie. Ma il successo riportato in seguito alle varie esecuzioni di Façade testimonia da parte dei contemporanei ben più di una loro predisposizione nei confronti di quest’opera, dove maliziose evocazioni dell’Arcadia si tingono alchemicamente di bagliori infernali al suono di una Polka, di un Fox trot, di una Tarantella o di un Fugato canonico.

Con questa traduzione (l’unica completa in italiano), ho cercato di rispettare il più possibile non solo la metrica originaria, intervenendo direttamente sulla partitura, ma anche la musicalità delle assonanze del testo inglese. Ciò in funzione di un adattamento che vuole evidenziare il waltoniano rapporto tra cultura anglosassone e mediterranea – tra Punch e Pulcinella – facendo ricorso alla lingua italiana e prestando attenzione al senso del “non senso” (perdonate il bisticcio!) emergente da questi “esercizi di tecnica trascendentale” come la grande poetessa ha definito i suoi quadri giocosi.

Quadri che si aprono su scenari d’ironico incanto, richiamando al contempo le visioni di Carroll, del reverendo Hampole o del gallese Arthur Machen, grande esponente del decadentismo londinese la cui mistica e particolare visione del mondo – ispirando fortemente i versi della Sitwell, come è emerso in seguito alle mie ricerche – potrebbe offrirci la chiave interpretativa dei molti enigmi contenuti nel testo di Façade: visionari paesaggi poetico-sonori tratteggiati dalla scrittrice inglese le cui pennellate, date con mano esperta da una miniaturista inglese attratta forse dal Futurismo italiano, ho voluto riprodurre tramite soluzioni tendenti a una bizzarra onomatopea.

A tal proposito, il programma si aprirà con The White People of Dreams, breve poema da camera che ho composto ispirandomi alla novella macheniana The White People (storia di una fanciulla che – similmente alle eroine sitwelliane – si intrattiene pericolosamente con Ninfe, Satiri, Fate e pallidi Demòni, divenendo un’Alice alquanto sinistra), omaggiando la memoria di Lady Susana Walton, che mi ha onorato della sua stima e amicizia.

Luigi Maio

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